15 marzo 2014

Correre fa "ringiovanire" il nostro cervello

ROMA- Correre aiuta a "ringiovanire" il cervello. E' questo il risultato dei test condotti dai ricercatori italiani sui topi nell'Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr), i cui risultati sono pubblicati sulla rivista Stem Cells. Secondo i ricercatori, i nuovi dati aprono nuove prospettive nell'ambito della medicina rigenerativa del sistema nervoso centrale. Finora era noto che l'esercizio fisico porti benefici anche al cervello, favorendo la produzione di nuovi neuroni. Adesso per la prima volta si dimostra che correre può stimolare la produzione di nuove cellule staminali, rallentando in questo modo il processo di invecchiamento del cervello e favorendo capacità fondamentali, come la memoria. "Questa ricerca ha scardinato un dogma della neurobiologia", osserva il coordinatore della ricerca, Stefano Farioli-Vecchioli. "Finora - prosegue - si pensava che il declino della neurogenesi nell'età adulta fosse irreversibile". I test sono stati condotti su topi privi del gene chiamato Btg1, che in condizioni normali agisce come un freno alla proliferazione delle cellule staminali. Osservando gli effetti prodotti su questi topi dalla corsa, i ricercatori hanno osservato che "nel cervello adulto un esercizio fisico aerobico come la corsa blocca il processo di invecchiamento e stimola una massiccia produzione di nuove cellule staminali nervose nell'ippocampo, aumentando le prestazioni mnemoniche". Lo studio è stato condotto nel laboratorio diretto da Felice Tirone, che da anni studia alcuni meccanismi molecolari che regolano i processi di proliferazione e differenziamento dei neuroni nel cervello adulto, in collaborazione con Vincenzo Cestari dell'università Sapienza di Roma. Per Farioli-Vecchioli "la scoperta pone le basi per ulteriori ricerche mirate ad aumentare la proliferazione delle staminali adulte" nel cervello e su topi modello di malattie come Alzheimer e Parkinson. I risultati - rileva - avranno delle implicazioni molto importanti per la prevenzione dell'invecchiamento e della perdita di memorie ippocampo-dipendenti".


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2 marzo 2014

La dieta anti età: 7 cibi per ridurre i rischi delle malattie e rallentare l'invecchiamento

La dieta anti età: 7 cibi per ridurre i rischi delle malattie e rallentare l'invecchiamento (FOTO)

http://www.huffingtonpost.it/2014/02/27/dieta-anti-eta-cibi-vivere-a-lungo_n_4864203.html

 

2 marzo 2014

Sapere se verdura e frutta sono mature? Basterà ascoltare il loro 'sussurro'

ROMA - Ce lo sussurreranno loro. E sapremo ascoltare il flebile respiro con cui frutta e verdura lasceranno capire il loro grado di maturazione. La tecnica di analisi non distruttiva è innovativa e ancora in via di sviluppo, da utilizzare direttamente nei campi di coltivazione, ma sta dando risultati incoraggianti. E' stata proposta nel convegno SapiExpo, organizzato dall'università Sapienza di Roma, dal gruppo di ricerca coordinato da Roberto Li Voti, del dipartimento di Scienze di base e applicate per l'ingegneria della Sapienza. Il dispositivo realizzato dai ricercatori, ancora non miniaturizzato, utilizza un fascio di luce controllabile che colpisce il campione, l'interazione tra la luce e le molecole presenti nella frutta produce una 'vibrazione' che può essere misurata da sensibilissimi microfoni. Le diverse concentrazioni di molecole che assorbono la luce, come carotenoidi e polifenoli, possono così essere misurate con una certa precisione. "Siamo ancora nelle prime fasi - ha spiegato Li Voti - e ci sono aspetti da comprendere ma siamo molto ottimisti e speriamo un giorno che questo metodo possa realmente essere introdotto in filiera". "Il nostro obiettivo - ha spiegato Li Voti - è realizzare dei dispositivi miniaturizzati, quindi da poter usare sul campo, e capaci di misurare il grado di 'maturazione' e il contenuto di polifenoli e carotenoidi (molecole con proprietà antiossidanti) senza dover distruggere il campione, come accade invece con le tecniche attuali". Per farlo i ricercatori hanno deciso di ascoltare la 'voce' prodotta dal loro contenuto molecolare.


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2 marzo 2014

Perdere peso: i 7 metodi più strani utilizzati dalle donne in passato

Perdere peso: i 7 metodi più strani utilizzati dalle donne in passato (FOTO)

http://www.huffingtonpost.it/2014/02/27/perdere-peso-7-strani-metodi-utilizzati-donne-passato_n_4867644.html

 

25 febbraio 2014

Dieta energy: 10 alimenti per ricaricarsi e svoltare la giornata

Dieta energy: 10 alimenti per ricaricarsi e svoltare la giornata (FOTO)

http://www.huffingtonpost.it/2014/02/24/dieta-energy-10-alimenti-ricaricarsi-_n_4845544.html

17.04.2014

Smettere di fumare fa bene alla salute. Anche quella mentale

MILANO - Smettere di fumare fa bene, non solo al fisico ma anche alla mente. Il legame tra benessere psichico e "vittoria" contro il fumo è stato scoperto dalla Washington University School of Medicine, che ha appena pubblicato i risultati delle sue ricerche sul Journal of Psychological Medicine. "I clinici - spiega la prima autrice dello studio, Patricia Cavazos-Rehg - tendono a soprassedere sulle abitudini al fumo dei pazienti, e a trattare come casi a sé patologie come depressione, dipendenza da alcolici o problemi con la droga, permettendo ai pazienti di auto-medicarsi con le sigarette se necessario", per smorzare gli sbalzi di umore o le crisi da dipendenza. Secondo i dati raccolti dallo studio "circa il 40% dei forti fumatori soffre o ha sofferto in passato di disturbi d'ansia o dell'umore. Inoltre, il 50% ha problemi con l'alcol, mentre il 24% li ha con la droga". Durante lo studio, il 42% di chi fumava ha continuato ad avere problemi d'umore, contro il 29% di chi invece nel frattempo aveva smesso. I problemi con l'alcol, invece, si sono ridotti dal 28% al 18%, e quelli con la droga dal 16% al 5%. Lo studio si è basato sui dati di 4.800 fumatori: quello che i ricercatori hanno scoperto è che "smettere di fumare, o comunque ridurre di molto il numero di sigarette, è collegato a una salute mentale significativamente migliore, ed è associato a un rischio più basso di sviluppare disordini come depressione o dipendenze da alcol e droghe". Per questo, conclude Cavazos-Rehg, "quando un paziente è pronto per affrontare il suo problema psichiatrico, quello è il momento giusto perché il medico lo indirizzi anche a smettere con il fumo".


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